Salvo ove altrimenti indicato, questo blog contiene testi originali di Adriano Ercolani e Daniele Capuano



giovedì 14 novembre 2013

Come toccò il muro esterno del paradiso, durante un pellegrinaggio a Santiago de Compostela (Pasqua del 1666 – Jean De Caluwaert)




Notte, m’avvince il tempo al suo segreto,
si corruga in icona il tuo velame
e il buio effuso a fossa di liquame
si inchina al cuore, è fratta di roseto;

ogni specchio di Dio, sciolto da brame
e contese, dal tremito consueto
del morire diurno, s’apre quieto
più che a rugiada l’amoroso stame.

Così all’orrore, allo sterile incanto
che nel vacuo precipita le stelle
e le lega alla ruota dei millenni

rido, e mi ride il volto caro e santo
del piccolo universo, e le sorelle
tenebre, e i frutti fragili e perenni.

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